Come si calcola il post ovulatorioQuando si calcolano i giorni fertili, spesso ci si chiede quale sia il modo giusto di calcolare il periodo post ovulatorio.
La prima cosa da sottolineare è questa: dal momento che, nel monitoraggio dell’ovulazione per l’individuazione dei giorni fertili, qualunque mezzo si adoperi – che sia il muco cervicale, piuttosto che gli stick ovulatori o la temperatura basalenon è mai possibile stabilire con certezza quando essa sia avvenuta, anche la stima del post ovulatorio avrà di conseguenza un certo grado di approssimazione.

Infatti, l’unico modo di sapere con certezza quando sia avvenuta l’ovulazione, sarebbe avere la fortuna di “vederla avvenire” in diretta durante un’ecografia ;) … ma penso che vi rendiate conto che è praticamente quasi impossibile. Anche se si effettuasse un monitoraggio ecografico quotidiano, quello che succede di norma è arrivare al giorno X in cui il ginecologo dice che il follicolo è scoppiato, e a quel punto… non sapremo altro che è successo nel lasso di tempo intercorso tra un’ecografia e l’altra. :?

E allora, come si fa?

 

 

Iniziamo col dire che il post ovulatorio si inizia a contare “per convenzione” a seconda del metodo che si adopera per individuare i giorni fertili; se si mantiene una certa coerenza nell’osservazione, l’approssimazione non costituirà un problema, almeno nella maggior parte dei casi. In teoria, il giorno dell’ovulazione costituisce il giorno zero, ed il post ovulatorio inizia quindi dal giorno successivo. Vediamo caso per caso.

  • Calcolo dei giorni fertili con il metodo Billings. Se si sfrutta l’osservazione del muco fertile per individuare l’ovulazione, essa di solito avviene nelle 48 ore successive al giorno del picco, che è l’ultimo giorno in cui si vede il muco o se ne avverte la sensazione a livello vulvare. Tuttavia, per convenzione, si fa coincidere il giorno zero con il giorno del picco, per cui il post ovulatorio si inizia a contare dal primo giorno di sensazione “asciutta”.
  • Calcolo dei giorni fertili con gli stick ovulatori. Lo stick positivo evidenzia il picco di LH che provoca usualmente l’ovulazione, che però può avvenire nelle 24-36 ore successive. Anche in questo caso, non potendo collocare esattamente l’ovulazione, per convenzione si inizia a contare considerando il giorno di stick positivo come giorno zero.
  • Calcolo dei giorni fertili con la temperatura basale. Sappiamo che la temperatura basale si rialza nei 2-3 giorni successivi all’ovulazione per effetto del progesterone prodotto dal corpo luteo; quindi, anche in questo caso non è possibile dire con certezza quando sia essa avvenuta. Con la temperatura basale, convenzionalmente si inizia a contare il post ovulatorio dal primo giorno di rialzo, considerato giorno uno.

Utilizzando sempre lo stesso metodo, dovremmo osservare una fase luteale coerente ciclo per ciclo, ossia abbastanza costante o comunque con scarti molto piccoli. ;)

L’approssimazione che deriva dall’incertezza dell’ovulazione in genere non costituisce un grosso problema, a meno che la fase luteale non sia così breve da rendere lo scarto anche di un solo giorno molto più significativo.

 

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