Rimanere incinta con l'ovaio policisticoRimanere incinta in maniera naturale, se si soffre di ovaio policistico, può essere davvero difficile: si stima infatti che questo problema sia la prima causa di infertilità femminile, nonchè il disordine ormonale più diffuso tra le donne di tutto il mondo. :(

L’ovaio policistico, o per essere più corretti la sindrome dell’ovaio policistico o PCOS (l’aspetto policistico delle ovaie, infatti, è solo uno dei sintomi, ma da solo non basta a diagnosticare il problema) comporta un quadro clinico complesso, caratterizzato da una serie di valori ormonali anomali quali FSH basso, LH alto, eccesso di androgeni (ormoni maschili) ed insulinoresistenza.

Da questo quadro ormonale derivano caratteristiche fisiche particolari, quali irsutismo, la perdita dei capelli, la pelle grassa ed a tendenza acneica, nonchè la predisposizione ad ingrassare nella parte superiore del corpo, e ovviamente la difficoltà oggettiva a rimanere incinta.

Tuttavia, queste caratteristiche possono manifestarsi in modo diverso da donna a donna, esistono quindi casi in cui la sindrome dell’ovaio policistico ha manifestazioni più lievi, ed altri in cui le manifestazioni sono più severe od aggravate da periodi di particolare stress. :(

 

 

La sindrome dell’ovaio policistico è caratterizzata da una difficoltà nell’ovulazione, per cui le ovaie producono un grosso numero di follicoli, dei quali però nessuno riesce  giungere a completa maturazione. Il risultato sono cicli mestruali irregolari, lunghi o molto lunghi (60 giorni e più), con sanguinamenti sporadici durante l’anno (oligomenorrea).

Tipicamente, le donne con policistosi ovarica tendono a regolarizzare il ciclo mediante l’assunzione della pillola anticoncezionale, fino al momento in cui smettono per cercare di rimanere incinte e si ritrovano con un ciclo mestruale sballato ed imprevedibile. :|

Il calcolo dei giorni fertili in questo caso può essere molto difficile, anche se comunque possibile, soprattutto nei casi più lievi, utilizzando i segni del corpo come il muco cervicale e la temperatura basale. ;) Sconsigliato, invece, è l’uso degli stick di ovulazione, perchè è difficile in cicli tanto lunghi trovare il momento giusto per iniziare ad utilizzarli. :?

Rimanere incinta, in caso di ovaio policistico, è più difficile perchè l’ovulazione è stentata, irregolare, e non avviene in ogni ciclo, anche quando questo si conclude con il sanguinamento mestruale. Inoltre, spesso il quadro ormonale non è sufficiente a garantire l’annidamento dell’embrione ed il suo sviluppo, in quanto un’ovulazione di cattiva qualità si traduce nella formazione di un corpo luteo di cattiva qualità, quindi poco efficace nella produzione di progesterone.

Come fare, allora, a rimanere incinta se si soffre di questo disordine?

Tipicamente, l’approccio del ginecologo consiste nella stimolazione dell’ovulazione con farmaci come il Clomid o equivalenti; seguendo lo sviluppo dei follicoli mediante monitoraggio ecografico, e utilizzando altri farmaci per indurre l’ovulazione, il medico potrà segnalare alla paziente i giorni più fertili per avere rapporti sessuali e rimanere incinte. Infine, la seconda parte del ciclo viene supportata attraverso una integrazione di progesterone naturale, sotto forma di gel o ovuli ad applicazione vaginale, che indurranno nell’endometrio tutte le modifiche necessarie ad accogliere l’embrione in arrivo e consentirgli di annidarsi e proseguire il suo sviluppo.

Ovviamente, questo tipo di tecnica non mira a risolvere la sindrome dell’ovaio policistico, me semplicemente a permettere alla paziente di rimanere incinta al più presto. :cool: Quindi, dopo la gravidanza, nella maggior parte dei casi tutto torna com’era prima. :(

Tuttavia, negli ultimi tempi inizia a diffondersi un tipo di trattamento differente, basato sull’osservazione che spesso la sindome dell’ovaio policistico è associata ad un difetto della metabolizzazione degli zuccheri (iperinsulinemia o resistenza insulinica ), evidenziabile mediante appositi esami di laboratorio. Questa condizione è responsabile della tendenza all’obesità, e alla difficoltà a perdere peso, che spesso si riscontra nelle donne con ovaio policistico.

E’ stato dimostrato che l’utilizzo di metformina, che è un farmaco antidiabetico orale, associato ad una dieta a basso tenore di zuccheri, riesce in alcuni casi a riequilibrare lo stato ormonale alterato e permettere la regolazione del ciclo mestruale e la ripresa dell’ovulazione. Una terapia del genere, condotta sotto la guida di un buon endocrinologo, mira quindi a riportare tutto l’organismo alla normalità e a consentire, indirettamente, una maggiore facilità nell’individuazione dei giorni fertili e nel riuscire a rimanere incinta naturalmente. :cool:

Esiste anche un procedimento chirurgico per trattare la policistosi ovarica, il cosiddetto “drilling”ovarico, che consiste nella elettrocauterizzazione in laparoscopia delle cisti sulla superficie dell’ovaio. Questa tecnica, che provoca di riflesso un cambiamento nel quadro ormonale, ha tuttavia molteplici rischi compresa l’impossibilità di valutare a monte i benefici che si possono ottenere; quindi, va considerata un pò l’ultima spiaggia, e la donna deve essere correttamente informata dei rischi che corre prima di sottoporvisi. :arrow:

Per tutte le donne che invece hanno un orientamento più naturale e meno medicalizzato alla risoluzione dei problemi di salute, è bene sottolineare che anche in caso di PCOS è possibile ricorrere a diverse terapie complementari.

Un approccio senz’altro praticabile è quello della floriterapia con i fiori australiani, in particolare She Oak, Yellow Cowslip Orchid e Bush Fucsia, che agiscono sulle ovaie, sull’ipofisi e l’ipotalamo, regolandone il funzionamento. ;)

Anche l’agopuntura è molto utile per ridurre le irregolarità del flusso mestruale, aumentando le probabilità di concepimento naturale. Uno studio svedese, pubblicato sull’American Journal of Physiology, ha mostrato in particolare l’utilità dell’elettroagopuntura (una variante dell’agopuntura con stimolazioni elettriche), associata ad un esercizio fisico moderato, nella riduzione degli effetti della sindrome dell’ovaio policistico. :)

Un altro approccio che può essere tentato è quello omeopatico: rivolgendosi ad  un omeopata esperto in problemi di fertilità, molte donne sono riuscita a trattare la loro PCOS utilizzando rimedi tra i quali Thuya, Lycopodium, Apis, Lachesis e Conium Maculatum, alle diluizioni e dosi personalizzate dal terapista.

Infine, anche in questo caso risultano utili gli integratori alimentari che favoriscono la regolarità dell’ovulazione, come le vitamine del gruppo B ed in particolare la B6, l’inositolo ed il magnesio. Sono inoltre disponibili sul mercato integratori completamente naturali che contribuiscono a combattere l’insulinoresistenza, riportando la glicemia entro i valori normali. Clicca qui per scoprire quali sono!

 

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