Scegliere il sesso del nascituroQuando si aspetta un bambino, la prima cosa che ci si chiede è se sarà un maschio o una femmina. Può darsi che un giorno inventino un test di gravidanza con la lineetta che si colori di azzurro o rosa a seconda dei casi (cosa che a me sarebbe piaciuta moltissimo!!! :D ), ma per ora questa possibilità non esiste e allora bisogna aspettare qualche mese :P  

Al di là di una eventuale “preferenza”, se di preferenza si può parlare,  sapere se il bebè è maschio o femmina aiuta a stabilire un contatto più profondo: la mamma e il papà pensano a lui o lei come ad un bimbo o una bimba, e magari iniziano a chiamarlo già per nome…

Il sesso del feto è biologicamente determinato dallo spermatozoo che feconda l’ovulo; a seconda che sia portatore del cromosoma sessuale Y o X, verrà concepito un maschio piuttosto che una femmina. Ma è possibile in qualche modo scegliere o quantomeno “pilotare” il concepimento di uno o dell’altro sesso?

Bè, scegliere di certo no, quantomeno nel concepimento naturale; tuttavia, sembrano esserci dei modi per aumentare le probabilità di concepire l’uno o l’altro sesso… attenzione, solo aumentare le probabilità, non si ha certezza.

 

 

Sembrerebbe che gli spermatozoi abbiano caratteristiche diverse in base al “sesso” (guarda un pò… persino loro!!! :) ): quelli portatori del cromosoma Y, che genererebbe un maschio, sono molto veloci ma poco resistenti, mentre quelli portatori del cromosoma X, che genererebbe una femmina, sono più lenti ma sopravvivono più a lungo.

Pertanto, ogni evento che favorisca le caratteristiche di un tipo piuttosto dell’altro, aumenterebbe la probabilità di concepire il relativo sesso. Il condizionale è d’obbligo perchè non è che sia scientificamente dimostrato ;)

Un rapporto che avvenga qualche giorno prima dell’ovulazione, quindi all’inizio della giorni fertili, favorirebbe gli spermatozoi più resistenti e quindi genererebbe una femmina; un rapporto a ridosso dell’ovulazione, cioè alla fine della giorni fertili, favorirebbe invece i più veloci, aumentando la probabilità di concepire un maschio.

Ancora, un’alimentazione, da parte della futura madre, basata su carne e derivati genererebbe un ambiente vaginale più acido, favorevole agli spermatozoi “maschi”; invece, un’alimentazione basata su latticini e vegetali genererebbe un ambiente più alcalino, favorevole agli spermatozoi “femmine”.

Infine, sembra che esistano anche “posizioni” che favoriscano il concepimento di un sesso o l’altro; vi dico solo che posizioni che permettono una penetrazione più profonda favorirebbero il concepimento di un maschio, mentre viceversa con una penetrazione superficiale, una femmina.

E siccome sono un pò pudica su questi argomenti :oops: , se volete ulteriormente  approfondire,  cercate pure in rete :cool:

Scienza o fantascienza? Mah, difficile dirlo… anche se basate su argomentazioni scientifiche (o pseudoscientifiche!), certe teorie sono tutte da dimostrare!

Di scientifico invece non hanno nulla i vari metodi per predire il sesso del nascituro di tradizione popolare, a cominciare dalla forma della pancia che dipende esclusivamente dalla struttura fisica della futura mamma e dalla posizione del feto. Tra l’altro, nel sud d’Italia si ritiene che la pancia a punta sia del maschio e quella tonda della femmina, mentre nel nord viceversa… Insomma, nemmeno si sono messi d’accordo!

Ancora, si ritiene che se il concepimento avviene in fase di luna calante, si avrà un maschio, mentre in fase di luna crescente una femmina.

Per curiosità, ho controllato il calendario lunare relativo al concepimento dei miei figli ed effettivamente è stato così  … ma io ho due figli, e due casi azzeccati di certo non hanno rilevanza statistica.

Qualche curiosità: sembra esista una tabella cinese per la predizione del sesso del nascituro sulla base dell’età della madre e del mese di concepimento (mah…); se la cosa vi incuriosisce, cliccate qui.

Curiosando nel web mi sono imbattuta anche nel metodo Jonas, definito come metodo cosmobiologico, elaborato da un medico cecoslovacco intorno al 1950, che permetterebbe di individuare il sesso e persino predire la vitalità del bambino, cosa utile per le donne con storie di poliabortività alle spalle. Io ci aggiungerei un altro… mah!!

Ad ogni modo, la certezza del sesso si ha solo mendiante test genetici quali la villocentesi o l’amniocentesi; infatti, anche la rilevazione ecografica, che comunque è possibile solo almeno dalla dodicesima settimana, può essere errata, anche se è piuttosto infrequente data la sensibilità degli attuali strumenti.

 

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